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Giornata della Fermezza E-mail
Sunday 21 September 2008

Altro che "mobilità sostenibile"!

21 settembre 2008, Giornata della Fermezza

Dodici ore di iniziative in solidarietà con i lavoratori della INNSE Presse, in lotta contro la chiusura dell'officina.

Dalle 11.00 alle 15.00
FRUHSTUCK - Colazione sociale a buffet vegetariano
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MERCATINO "NO-COST" (Porta quello che vuoi da regalare o scambiare)

Dalle 16.00 alle 19.00
CICLOFFICINA POPOLARE
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Presentazione della nuova linea di maglie autoprodotte ANTI-SUV.

Dalle 19.00
APERITIVO
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Multi-proiezione "Sul Sellino Super-8 Souvenir"
e altri video ciclici a sorpresa

L'intero ricavato della giornata sara' devoluto ai lavoratori della INNSE Presse di via Rubattino - Milano.

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Un’officina che chiude sono posti di lavoro persi per sempre!

Siamo i 50 dipendenti di INNSE, purtroppo divenuti 49 in seguito alla scomparsa del caro compagno Giuseppe stroncato nel mese di luglio da un infarto causato probabilmente dalla stressante situazione degli ultimi periodi. Dopo aver ricevuto le raccomandate dalla nostra azienda in data 31/5 che sancivano l’apertura della procedura di mobilità, ci siamo radunati davanti ai cancelli chiusi della fabbrica e dopo aver eluso polizia, vigilantes privati e tirapiedi del padrone abbiamo occupato lo stabilimento e proclamato assemblea permanente.

Proseguiamo le lavorazioni in corso, incontriamo i clienti autogestendo così da ormai 110 giorni, la produzione e i servizi, autofinanziandoci persino la mensa, presidiandola giorno, notte e festivi… Quest’officina è produttiva, lo è sempre stato, nonostante qualcuno ne dica il contrario, è l’unica risorsa per noi e per le nostre famiglie, e siamo determinati a difenderla fino alle estreme conseguenze.

Il padrone Silvano Genta la acquistò due anni orsono dall’amministrazione controllata ottenendo sgravi e prezzi stracciati dichiarando nelle sedi istituzionali della provincia di volerla rilanciare… Oggi scopriamo la realtà dei fatti… In collusione con AIDES, la proprietà del terreno, vuole sbatterci fuori, vogliono farsi beffa persino del piano regolatore che sancisce l’area come “industriale” e non edificabile fintanto ci sia un insediamento produttivo.

Vogliono rottamare l’ultimo monumento dell’industria milanese, una fabbrica che ha lunga storia e valori da tramandare, che fu tra i simboli della resistenza pagandone alto prezzo in termini di vite umane. Ancora una volta gli interessi dei padroni tentano di schiacciare i poveri, gli interessi dei palazzinari e delle banche vogliono farla da padroni in un paese dove vendere case e fare mutui si dimostra l’ultima frontiera del nuovo schiavismo. Non lo permetteremo!!

Vi ringraziamo per la vostra solidarietà, siatene orgogliosi.
Grazie per il sostegno alla nostra lotta.


Operai, impiegati, e famiglie dalla INNSE

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